Presentazione
È il passato: un significativo tassello di storia contadina e di civiltà rurale quello che l’Associazione pontogliese La Vecchia Fattoria ha encomiabilmente riportato alla luce, offrendo,attraverso il singolare allestimento di carri, ambientazioni agresti e momenti di vita quotidiana delle tipiche cascine di una volta.
Di quel tempo ormai lontano in cui le famiglie, in semplicità e secondo i ritmi della natura, vivevano del lavoro dei campi e dei prodotti della terra, condividendo, in spirito di solidarietà, fatiche e preghiere, gioie e preoccupazioni.
Una bella pagina di storia, insomma, che i fondatori del Sodalizio, da bravi agricoltori, non hanno voluto relegare nel libro dei ricordi, ma consegnare, intatta in tutto il proprio fascino, alla comunità e ai giovani in particolare.
Nato nel 2002, quasi per gioco, per stare insieme e divertirsi, attrezzando con un grande fuoco un carro-cucina, destinato ad animare la festa del ringraziamento di quell’anno, il gruppo a via via scoperto la propria più autentica vocazione: recuperare, valorizzare e diffondere usi, costumi e tradizioni del mondo contadino.
In una parola sola: ritrovare l’identità perduta.
Uomini, donne, giovani, bambino: intere famiglie che in questo insolito progetto hanno investito passione, impegno, fatiche, giorni e, soprattutto, notti di lavoro, ricreando spontaneamente, quasi per magia, lo stesso clima affaccendato che si respirava qualche decennio or sono nelle corti contadine.
Un entusiasmo così vivo da diventare coinvolgente e contagioso, visto che tutte le fasce d’età sono rappresentate: dalla piccola Elisa, che ha debuttato come comparsa ad appena un anno, beatamente adagiata nella mangiatoia delle mucche, a zio Gèpe, che di primavere ne ha viste ben 75.
Frutto inevitabile di tanto ardore: la nascita, lungo lo scorrere del tempo,di nuovi carri tutti in tema con la vita rurale, sempre più ricchi di dettagli di animali da figuranti rigorosamente abbigliati come i contadini di una volta, con abiti realizzati con dei fai da te rappresentanti del gentil sesso appartenenti alla vecchia fattoria.
La cucina il tipico focolare di un tempo, dove anna prepara deliziosi pranzetti a base di polenta cotta nello stignat e mescolata con la cannella de legn. Emilia e Giovanna alle prese con il forno in mattoni, mettono invece in tavola pane e fumanti focacce mentre in un angolo maria confeziona abiti per i lavori nei campi, con una vecchia macchina da cucire di fine 800.
La stalla in mattoni e un portico con le pannocchie appese sotto la losa, cui si accede per una scala di legno; l’immancabile pozzo e gli animali, con i cantori che cantano, mangiano e bevono; con Giuliana rammenda e fa la maglia; con Oliva che recita devotamente il rosario con una grande corona intrecciata tra le mani; con Lucia che con funi fa salire fin sull’oggiato un cesto di pannocchie; mentre Regina ricama e Maria fa il burro, Elisa gioca con bambole di pezza.
La ribalderia dove Roberto e Daniele lavorano il ferro battuto; Gianluigi e Ettore si alternano nella lavorazione del legno utilizzando la capra, tipico attrezzo per la costruzione di pioli e cavalletti; con vecchie attrezzature da falegname, tra cuoi spicca in bella mostra la mola.
Il mulino ripropone l’antica macina ad acqua: si tratta di un carro complesso per la lunga serie di cinghie e ruote, pale ed ingranaggi che lo muovono, animato da Riccardo il mugnaio. Andreino il cestinaio confezione in diretta ceste e gerle. Tanti carri, dunque con tanti momenti e altrettante attività oggi dimenticate e perciò, ancora più affascinanti. Un fascino ed una proposta che gli amici della vecchia fattoria vedono sempre più riconosciuti e premiati. L’associazione pontogliese ha infatti partecipato a numerose manifestazioni carnevalesche tra cui la sfilata-concorso di carri ad Erbusco, Clusane, Bergamo, Bedizzole, Castiglione delle Stiviere, Mantova, Leno, Crema, Lugagnano e Carpenedolo, raccogliendo ovunque grande consenso di pubblico e non pochi trofei. E, poiché da cosa nasce cosa, il sodalizio è stato chiamato anche ad animare alcuni importanti feste agricole lombarde,tra cui quelle di Pavone Mella, Villa di serio, Faverzano, Paratico,Rudiano e Chiari. incoraggiati da tanto successo e sollecitati dall’innato desiderio di fare sempre di più e sempre meglio, gli amici del Gruppo nel 2006 hanno ideato e realizzato altre due nuove accattivanti iniziative.
In primis la <>Festa della Trebbiatura, partecipatissima, caratterizzata dallo slogan: Sapori e profumi vissuti quasi dimenticati. In campo macchine agricole, vecchi attrezzi e macchinari oggi dismessi, ma che nei primi decenni del ‘900 hanno sostituito il lavoro manuale dell’uomo nella raccolta del grano. Di scena nel corso della manifestazione:aratro, rullo ed erpice; una taglia e lega degli anni ‘30/ ’40 del secolo scorso ed una mietitrebbia classe 1948.denso di suggestivo folklore dell’antico sapore di lavoro delle spigolatrici. Un quadro d’altri temi,corredato sia da giochi semplici quanto divertenti quali il tiro alla fune,la corsa nei sacchi e la corsa con gli asini, sia da una lunga ed allegra tavolata, imbandita di cibi genuini. Il granoturco è invece protagonista della scarfoiàda, durante la quale un gruppo di donne e bambini separando le pannocchie dalle foglie, per affidarle a due vecchie macchine dei primi ‘900, che provvedono a sgranarle. Autunno: tempo di vendemmia. Ecco una tinozza ricolma di succosi grappoli, che Laura e Nicola pigiano con i piedi. C’e anche chi impasta frittelle e chi caglia il latte per farne burro e stracchino fresco. Alla fontana le lavandaie lavano i panni a colpi di spazzola e sapone. Gesti scomparsi di una quotidianità che il gruppo che la Vecchia fattoria, con sentimento,creatività, tenacia ed impegno, ha saputo ricreare.
Una sorta di mosaico, con il quale, tassello dopo tasse il Sodalizio va presentando un’immagine sempre più completa ed affascinate della vita nelle corti rurali, ponendosi anche come custode-deopositario del passato, offrendo così un prezioso servizio sociale nella conservazione delle memorie storiche della Comunità.
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